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Lettera aperta a Veneto Strade PDF Stampa E-mail
Domenica 27 Dicembre 2009 09:59

Alla cortese attenzione

di Gastone Vinerbini,

Presidente di Veneto Strade

 

Oggetto: Lettera aperta: salvare il tracciato dell’Ostiglia-Treviso è salvare la memoria della Shoah. Appello al Presidente di Veneto Strade, dott. Gastone Vinerbini

 

Egregio Presidente,

dopo che il Quirinale, a seguito dell’appello dei cittadini, si è occupato del caso della linea Legnago-Cologna Veneta e della sua preservazione e dopo che, grazie all’attivo interessamento dell’assessore alle politiche per la mobilità e i trasporti della Regione del Veneto, si è reso possibile evitare la distruzione della ferrovia a Minerbe per far posto alla circonvallazione, crediamo sia chiaro come non solo i Veneti, ma tutto il popolo italiano tenga alla preservazione e alla riattivazione di questa linea, e come le migliaia di firme e di dichiarazioni di sostegno, che ci sono giunte anche da Bruxelles, possono dimostrare.

Al nostro ultimo incontro, in sede di commissione provinciale, a Verona, Lei ci disse che la variante di San Vito di Legnago (VR), attualmente in fase di realizzazione a raso del sedime ferroviario che attraversa il Basso Veronese, avrebbe intaccato la ferrovia solo in minima parte, e che in futuro, se la linea fosse stata riattivata, la continuità si sarebbe potuta ottenere con una variazione minima della strada ferrata.

Tuttavia, egregio Presidente, la situazione è ben diversa: stiamo parlando non soltanto di una linea che tornerebbe utile a moltissimi cittadini veneti  e non, ma di una delle linee storicamente più importanti d’Italia e d’Europa, una linea che servì agli occupanti nazisti, dal 1943 al 1944, per le deportazioni degli oppositori politici e dei cittadini italiani di fede ebraica verso i lager d’oltralpe, e per la maggior parte di essi si trattò purtroppo di un viaggio senza ritorno. Proprio su quei binari essi viaggiarono pagando il pedaggio con il loro sangue, e la nostra coscienza non ci permette di dimenticarli, come purtroppo spesso è stato fatto.

Cosa Le chiediamo pertanto, egregio Presidente? Le chiediamo non tanto di rinunciare a costruire la variante di San Vito, ma a rivederne i progetti definitivi, affinché la nuova strada non spezzi ed obliteri la Ferrovia della Memoria. Attivi i Suoi tecnici, tenti il tutto per tutto, non importa se sembra tardi: non sono soltanto i cittadini da noi rappresentati che lo chiedono ma è la Storia e il rispetto per la memoria delle vittime dell’atrocità nazifascista che lo impongono come imperativo. Questa non è una ferrovia qualsiasi, è un simbolo per tutti gli Italiani, per le nuove generazioni come per le vecchie.

I convogli dei deportati viaggiarono anche su molte altre ferrovie, ma esse sono oggi attive e avulse da una riflessione civica e storica. L’Ostiglia-Treviso, di cui fa parte la Legnago-Cologna Veneta, è l’unica linea ferrata su cui viaggiarono i carri piombati dei deportati oggi muta e silenziosa, che può e deve essere consacrata all’impegno civico di tutti, rinascendo come Ferrovia della Memoria.

Lei ci ha ribadito che la variante stradale di San Vito è un’opera di pubblica utilità, che porterà benefici ai cittadini del posto, decongestionando il traffico della zona. Ebbene, la realizzi pure, nessuno di noi vuole opporsi a ciò, ma salvi al contempo il sedime della ferrovia: è la Storia stessa che glielo chiede e si appella alla Sua coscienza di cittadino italiano. Non è mai esistito né esisterà mai un’occasione più seria di questa per fermarsi prima di ciò che potrebbe storicamente essere un disastro senza più rimedio e per prendere coscienza delle conseguenze di quanto si sta per fare.

Qual è il senso civico e morale della celebrazione della Giornata della Memoria? Acquisire consapevolezza del ricordo di quanto è accaduto ed evitare che ciò si ripeta. Per questo motivo ci siamo rivolti ai competenti assessori della Regione Veneto, proponendo il progetto “Ferrovia della Memoria”, realizzato da Giulia Spanò, Elena De Lorenzi e Giorgio Raso.

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nelle persone di Emanuele Ascarelli e di Roberto Israel, ha appoggiato pienamente il progetto da noi inoltrato all’assessore regionale Renato Chisso, di cui riporto qui appresso gli obbiettivi salienti:

 

• Favorire la conoscenza e l’approfondimento di alcune tematiche riguardanti la Shoah, in

particolare riferite alla nostra zona;

• produrre delle opportune riflessioni su questo periodo;

• attivare atteggiamenti positivi verso l'alterità ed in particolare verso le categorie

sociali più deboli;

• dare il giusto omaggio alle vittime della Shoah e di tutte le deportazioni.

In particolare, ciò può essere realizzato tramite le seguenti attività:

 

➢ allestimento di biblioteche e punto di accesso ad internet presso un locale delle

stazioni in questione per poter effettuare attività di :

– ricerca

– laboratorio

– lettura

– attività didattiche

queste attività potranno coinvolgere più ordini di scuola con gli approfondimenti

opportuni per ogni fascia d'età, ossia:

 

attività di formazione per insegnanti con esperti che, attraverso lezioni teoriche,

pratiche e di laboratorio, coadiuveranno gli insegnanti nei percorsi didattici che

progetteranno nelle loro scuole;

attività seminariali dirette e/o coadiuvate da qualche membro di associazioni

ebraiche: ogni seminario sarà strutturato in modo tale da avviare delle discussioni

/riflessioni costruttive attorno ai fatti accaduti;

concorsi indetti dagli Enti e dalle Istituzioni locali per le scuole dove si possano

avviare discorsi e progetti sulla Shoah: i materiali prodotti (cartelloni, ricerche,

libretti, depliant, poster, cd, dvd con filmati, ricerche, saggi, articoli di giornale,

rappresentazioni teatrali, opere di pittura/scultura, musicali, cortometraggi ecc.,

utilizzando più forme e canali espressivi....) potranno far parte di una mostra che di

anno in anno arricchirà l'archivio in ricostruzione;

uscite didattiche da effettuare con treni d'epoca che ci potranno portare alla visita

di un campo di concentramento italiano (ad esempio alla riseria di San Sabba

presso Trieste);

viaggio con treno d'epoca dalla stazione di Legnago a quella di Minerbe ed infine

a quella di Cologna Veneta: presso ogni stazione si potranno svolgere alcune

attività:

- lettura e ascolto di testimonianze di deportati

- lettura di poesie o racconti dell'epoca

- visione di alcune scene riprodotte con i costumi e gli oggetti d'epoca, impersonate

da attori professionisti e da studenti delle scuole superiori

(ricostruzione di scene del caricamento forzato dei deportati con presenza di soldati nazisti incalzanti; scene tratte da testimonianze dei contemporanei: per es., Italiani che cercano di dare da bere ai  prigionieri ma vengono allontanati dalle SS, prigionieri che cercano di fuggire, etc....)

produzione di un film, con il patrocinio della Regione, riguardante la Shoah lungo

la nostra linea;

commemorazione presso i piazzali delle stazioni delle vittime della Shoah con la

partecipazione di autorità comunali, provinciali, regionali ed europee che per

l'occasione renderanno omaggio alla memoria dei deportati: tutta la comunità sarà

invitata caldamente a partecipare all'evento;

apposizione di targhe, lapidi e busti in memoria di questo triste periodo storico.

 

Come può ben vedere, egregio Presidente, il futuro di questa linea sarà di eterno memento alle atrocità che l’uomo è stato in grado di perpetrare ai suoi simili, e che potenzialmente, grazie all’ignoranza del passato, può ancora ripetere.

Facciamo appello non tanto al Presidente di una Società come è Lei, quanto all’Uomo e al Cittadino Gastone Vinerbini. Se vi è mai stato, nella storia d’Italia, un motivo per rivedere i propri progetti, al di là delle pastoie burocratiche, è proprio questo che Le indichiamo ora con la presente lettera aperta, rivolta a Lei e a tutto il popolo italiano. Faccia in modo che ferrovia e variante coesistano, e contribuisca attivamente affinché il ritorno dei treni sull’Ostiglia-Treviso sia da esempio per le generazioni passate, presenti e future.

 

Dott. Mirko Rizzotto,

Presidente Comitato Civico

“Una stazione per Cologna Veneta”

 

Elena De Lorenzi,

Presidente Associazione Ferroviaria

“I Quari”

 
Lettera aperta del Comitato agli Italiani PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 00:14

L'Ostiglia-Treviso, in concreto

Cosa si sta facendo attualmente per salvare l'Ostiglia-Treviso? Chi si sta muovendo per renderne nuovamente operativo per i treni il tracciato?
Spiace (ma al contempo ci rende anche un po' orgogliosi) dire che attualmente solo il Comitato "Una stazione per Cologna Veneta" sta muovendosi concretamente per riportare binari e treni su quella che è stata una delle linee più affascinanti d'Europa. I comitati a favore delle piste ciclabili, con cui cooperiamo volentieri, accolgono con favore e interesse queste nostre iniziative, anche perché vedono compatibilità fra un'Ostiglia-Treviso nuovamente operativa e una lunga pista ciclabile che la fiancheggi.
Siamo nati ad ottobre, e abbiamo già fatto riunire due commissioni provinciali a Verona, richiesto un'interpellanza in Regione e dato il via un esposto alla procura della Repubblica. Lo scopo è di salvare innanzitutto il sedime da lavori stradali a Minerbe e S. Vito di Legnago (VR) che potrebbero benissimo essere realizzati senza infrangerne la continuità, se solo vi fosse un po' di buona volontà da parte di Veneto Strade, l'azienda che distruggerà in estate il sedime in località S. Vito di Legnago, e con l'avallo di RFI (l'ing. Della Rosa, rappresentante di RFI in Provincia, ha dichiarato di non conoscere le modalità di dismissione di una linea ferroviaria!).
MA LA LINEA LEGNAGO COLOGNA E' ANCORA ATTIVA E NON E' MAI STATA DISMESSA!!!!!! Tutti i D.P.R. e i D.M. emanati ne hanno sempre preservato la funzione di servizio merci, che è cessato solo ufficiosamente. Il Ministero dei Trasporti e della Difesa (a cui spetta l'ultima parola in merito) non hanno MAI emanato alcun decreto di soppressione definitiva.
Si tratta pertanto di patrimonio ferroviario ancora vincolato al trasporto pubblico e non cedibile da parte di RFI, che NON PUO' scavalcare il presidente della Repubblica e i vari ministri.
Questa, inoltre, fu una linea adoperata per la deportazione di antifascisti ed Ebrei verso i lager!
Abbiamo contattato le associazioni dei deportati, dei partigiani e l'U.C.E.I., perché uniscano la loro voce alla nostra, e facciano sentire tutta l'indignazione al riguardo: a che serve il Giorno della Memoria se poi assistiamo indifferenti all'obliterazione di una linea che nel 1944 vide un doloroso e intenso traffico di sventurati destinati ai campi di prigionia e di sterminio?
Si rendono conto i signori di Veneto Strade (che in estate apriranno i cantieri sulla ferrovia), che con le loro ruspe cancellano il ricordo di chi ha pagato col sangue il suo pedaggio su questa linea? Che ai nostri figli non ne resterà memoria alcuna? Che così facendo negano implicitamente il valore della sofferenza di tanti deportati italiani, ebrei e non?
Abbiamo inoltre contattato anche la Provincia di Vicenza, per arricchire il progetto di pista ciclabile Grisignano-Orgiano con l'affiancamento alla predetta pista di una ferrovia non elettrificata a binario unico per treni d'epoca, attrezzati non solo per i passeggeri, ma anche per il trasporto bici. Crediamo che ciò sfrutterebbe appieno le potenzialità turistiche della tratta, e rimetterebbe la Bassa Veronese finalmente in contatto con la Milano-Venezia!!!
A Verona si varano studi di fattibilità per la metropolitana di superficie Verona-Legnago: noi abbiamo chiesto di prolungare tale tracciato per 14 km, lungo l'Ostiglia-Treviso, toccando Cologna e Minerbe e rimettendoci in contatto col Capoluogo.
Sia dal punto di vista pratico, storico, morale, economico e ambientale ABBIAMO BISOGNO dell'Ostiglia-Treviso!!! Impediamone la distruzione e sollecitiamone la riapertura. Unite la vostra voce alla nostra, è un imperativo morale.
Quando saremo anziani e i nostri figli ci domanderanno che cosa abbiamo fatto per salvare la ferrovia, chi di voi vorrebbe rispondergli: "nulla"?
Grazie a tutti per l'attenzione,

Mirko Rizzotto, presidente del comitato "Una stazione per Cologna Veneta"

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 00:20
 
Lettera del Comitato al Presidente della Repubblica PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 00:10

Onorevole Presidente, chi Le scrive è Mirko Rizzotto, presidente del comitato civico "Una stazione per Cologna Veneta". Cologna Veneta è un comune sito in provincia di Verona, esattamente al centro fra le province di Padova, Vicenza e Verona. Qui passa, o sarebbe più corretto dire passava, la linea ferroviaria dismessa più lunga dell'intera Europa, l'Ostiglia-Treviso (118 km). Era questa una linea militare, passata poi ad uso civile (1925-1987). Più volte i treni presidenziali del passato la percorsero. Nel dismettere la linea, nel 1984, il Suo onorevole predecessore, Presidente Sandro Pertini, specificò che il tratto Cologna Veneta-Legnago (VR), di 14 km, doveva rimanere attivo e in regime di raccordo (DPR 140 dell'84). Così ribadì poi il ministro dei trasporti Travaglini con il DM 73/T dell'87. Questa è tuttora la situazione giuridica vigente. Dal 1987, tuttavia, la linea cessò anche il servizio merci, rimanendo inutilizzata. RFI, nel 1993, ne ratificò solamente lo stato di linea momentaneamente non in esercizio. Come ci è stato confermato pochi giorni fa dalla Direzione del Patrimonio delle Ferrovie dello Stato, la linea risulta attiva e non mai dismessa. Tuttavia, nel 1997, se ne asportarono completamente i binari: è il solo caso di una linea italiana che abbia subito questo incomprensibile destino. Tutte le altre ferrovie incluse del DM dell'87, citato poco fa, conservano i loro armamenti, in quanto facenti legalmente parte del patrimonio non alienabile delle FS, essendo linee non dismesse. La Regione Veneto, nel febbraio 2008, approvò l'art. 37 alla Legge Finanziaria Regionale, che riconosceva l'alto valore storico, artistico ed umano della linea Ostiglia-Treviso, tutelandone la continuità del tracciato perlomeno in funzione turistica. Le rammento che, tra il 1943  e il 1944, la linea servì alle forze d'occupazione tedesca per la deportazione di prigionieri politici ed Ebrei verso i lager del Reich, come è stato recentemente ricordato anche in presenza di Roberto Israel, assessore alla cultura per la comunità ebraica veronese. Tuttavia la linea è in pericolo, soprattutto nell'unico tratto ancora tutelato dalla Legge: i comuni di Minerbe e Legnago, VR, (avallati in ciò dalla stessa Regione che aveva convalidato la legge di tutela alla linea!) hanno deciso di distruggere per sempre il tracciato ferroviario con i progetti stradali detti "Variante di San Vito di Legnago" e "Circonvallazione di Minerbe", gestiti dalla società Veneto Strade, alla cui guida vi è Gastone Vinerbini. Il nostro comitato, in sede istituzionale (commissioni provinciali a Verona) ha già scongiurato i predetti comuni e società di realizzare i lavori nel rispetto del sedime, ma non vi è stata la minima volontà di interagire, ed ora i cantieri stanno per aprire. A Montegalda (VI), inoltre, sempre sul tracciato della ferrovia, sono già aperti cantieri per la costruzione della bretella autostradale della Valdastico Sud, cantieri che ignorano la volontà della Provincia di Vicenza e dei suoi comuni, che hanno già stanziato fondi per il recupero turistico della linea. La preghiamo, Presidente, faccia sentire la Sua autorevole voce al riguardo! Il comitato ha più volte esposto le sue ragioni: 1) rispetto della Legge; 2) necessità della Bassa Veronese di riavere un efficace collegamento per il Capoluogo non su gomma e rispettoso dell'ambiente saturo di inquinamento; 3) rispetto della memoria delle vittime della Shoah, che qui transitarono con la creazione di "parchi della memoria" nelle vecchie stazioni e il passaggio di treni commemorativi in occasione delle ricorrenze del 25 aprile e del 27 gennaio. Onorevole Presidente! Una Sua parola, che sappiamo saggia, può aiutare i cittadini in questo difficile frangente. Ci siamo rivolti agli Enti preposti (esposti alla Procura della Repubblica e alle Prefetture, segnalazione ai ministeri competenti), ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Sappiamo che un Suo appello potrebbe cambiare radicalmente la situazione. Attendiamo fiduciosi un Suo cenno positivo. I nostri più cordiali ringraziamenti per l'attenzione,Mirko Rizzotto, presidente del comitato civico "Una stazione per Cologna Veneta".

 
L'irrealistico compromesso della provincia di Verona!!! PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 00:08

ATTENZIONE, un aggiornamento importante: Oggi (26 luglio 2009) su L'Arena è uscito un ampio articolo che parlava del progetto "Via Ostiglia" , ossia della trasformazione dell'intera tratta della ferrovia Ostiglia-Treviso in una pista ciclabile che favorirà grandemente il turismo in Veneto. Due ampi spazi sono stati dedicati anche al nostro comitato, "Una stazione per Cologna Veneta", alle diffide inviate da noi ai Comuni di Minerbe e Legnago (VR), che vorrebbero distruggere il sedime con varianti stradali, e alla concreta possibilità di affiancare i treni alle bici nel tratto Legnago-Cologna Veneta.
Tuttavia due esponenti della Provincia di Verona (Campedelli e un tecnico, l'ing. Pellegrini) se ne sono usciti dicendo che i lavori stradali a San Vito e a Minerbe si faranno comunque, nell'interesse dei cittadini: hanno pronta una soluzione alternativa, deviando il percorso della pista ciclabile per i tratti interessati.
Assurdo: la Delibera di Giunta Regionale prevede il recupero di tutta la tratta ferroviaria, questa deviazione è uno snaturamento della delibera stessa. Oltretutto è un falso compromesso: realizzerebbero una pistina ciclabile asfaltata che va a zig-zag fra case e capannoni, senza spazio di manovra per un treno che l'affianchi. E questo lo affermiamo con una profonda conoscenza del territorio in questione.
Inoltre gli stessi comitati della pista ciclabile sono rimasti stupefatti quando li ho contattati al telefono per informarli: il progetto Ostiglia, encomiabilissimo, delinea un percorso intelligente assimilabile alle greenways, cioè un ampio percorso verde adatto a bici, pedoni e cavalli, sul modello europeo, non una pistina comunale! Con quest'assurdo compromesso il progetto stesso naufragherà.
Res sic stantibus, il Comitato "Una stazione per Cologna Veneta" si appresterà ad una diffida anche alla provincia di Verona, l'unica in tutto il Veneto che si oppone al progetto con paletti assurdi, pur di realizzare a tutti i costi le sue insignificanti varianti stradali, che POTREBBERO BENISSIMO ESSERE REALIZZATE NEL RISPETTO DELLA LINEA E DELLE LEGGI VIGENTI!!! Un'ultima annotazione: la prevista e importante autostrada Nogara-Mare, in ossequio alla nuova delibera, terrà conto con un sovrappasso della vecchia linea ferroviaria: le varianti stradali di due piccoli comuni come Minerbe e Legnago no!!! Non è assurda questa situazione? E' un insulto all'intelligenza dei cittadini veronesi credere che ce ne staremo buoni senza protestare. Ne parleremo ampiamente anche a Venezia, in occasione della conferenza stampa che stiamo organizzando in sede regionale.  Vi prego di vigilare tutti sulla difficile situazione del Veronese, cordialmente,

Mirko Rizzotto, presidente del comitato "Una stazione per Cologna Veneta"

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 00:11
 
Lettera inviata all'Unione Europea PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 00:08

We are an Italian council of citizens; our name is "Una stazione per Cologna Veneta" ("A rail station for Cologna Veneta").
We are born in the 2008 for this important purpose: Cologna Veneta is a town near Verona, in Veneto. Here was ah historical railroad, the Ostiglia-Treviso, actually closed (overall length: 118 km, the most long abandoned railway of Europe, service started in 1925 and finished in 1987). A very large number of citizens is actually less a real transport from and to Verona, Padua, Venice and the other cities of Veneto.

But the railroad it's not really closed! An ordinance of Italian President of Republic (year 1984, number 140) and another one of the Minister of Transports (year 1987, number 73/T) said: "the section of the railway Ostiglia-Treviso from Cologna Veneta to Legnago (lenght: 14 km, near Verona) is not suppressed". Then, for Italian law (year 1985, number 210) it's impossible to sale and to demolish a railway not suppressed. Nevertheless all tracks were been removed: it’s the lonely case in Italian history.

Today this is the result: over 60,000 inhabitants of the Bassa Veronese (the great zone around the city of Verona) are less a connection with the big cities. There are only busies roads (for example the “Strada Provinciale 10”) full of trucks and with a dangerous level of pollution (level A1, the worse).

The Region of Veneto, in june of the current year, approved a “delibera di giunta regionale” (a bill of Region), who said: “the abandoned railroad Ostiglia-Treviso will be transform in a long cycle lane for the tourism”. For our council this solution was perfect, because for the section Cologna Veneta – Legnago was possible the reconstruction of the railroad near the cycle lane. For this project the Region of Veneto will demande an economic contribution to Europe.

 

But now the Province of Verona is the lonely who opposes to the bill: the businnes company “Veneto Strade” will demolishes the old railroad in two points: in San Vito di Legnago and in Minerbe (Verona) for the construction of two ring roads, and the Province of Verona said: “We’ll make a deviation from the railroad for the cycle lane, but we won’t make the railway for the citizens”.

 

This is a great injustice: this railroad, for the italian law, is yet open and the citizens of the Bassa Veronese live everyday into the worse pollution.

Then, during the II World War, the German Army used the railroad Ostiglia-Treviso for the deportation of a lot of prisoners and Jewish people in the lagers, and so this railway have a big historical and human importance: the survivors are today full of indignation against the Province for her intransigence.

 

The council “Una stazione per Cologna Veneta” asks help to European Community, because an important portion of the railroad is seriously in danger, and the future and the historical past of the citizens of Bassa Veronese too.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 00:13
 
Mail inviata alla redazione del format "Striscia la notizia" PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 00:07

SOS: Gentilissimi, nel 2008 è nato il comitato civico "Una stazione per Cologna Veneta", che ha per scopo il ripristino del collegamento ferroviario Legnago -Cologna Veneta (VR), l'unico che garantiva un collegamento non inquinante ed economico della Bassa Veronese verso il Capoluogo e le altre città. La linea ferroviaria Cologna Veneta - Legnago è attiva sulla carta (lo garantiscono un DPR e un DM dell'84 e dell'87) ma i binari sono stati ugualmente asportati nel 1997: è l'unico caso in tutta Italia. C'è una società, "Veneto Strade", che in accordo con le Ferrovie, la Provincia di Verona e la Regione Veneto inizierà a giorni ad aprire dei cantieri per distruggere la linea in due punti allo scopo di costruirvi sopra varianti stradali. La cosa è tanto più inaccettabile in quanto la linea, durante l'ultima guerra mondiale, servì per il trasporto di deportati politici ed Ebrei verso i lager (fa infatti parte dell'Ostiglia-Treviso, la più lunga linea dismessa dell'intera Europa). Anche i rappresentanti dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane hanno espresso il loro disappunto per questa mancanza di sensibilità umana e storica. Per dismettere definitivamente una ferrovia servono decreti del ministero dei Trasporti, della Difesa (è infatti una linea militare) e delle Finanze, ma nulla di ciò è stato mai prodotto.Grazie a questi lavori, inoltre, la Bassa Veronese rimarrà per sempre esclusa dal resto del Veneto, a meno che non si adoperino le intasatissime strade provinciali. Le istituzioni fanno orecchie da mercanti, richiediamo pertanto il vostro indispensabile aiuto per puntare l'indice contro questi abusi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 00:14
 
Mail inviata alla redazione di "Report" PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Novembre 2009 00:05

Salve, sono Mirko Rizzotto, presidente del Comitato Civico "Una stazione per Cologna Veneta".
Da tempo ci battiamo contro la decisione presa dalla Provincia di Verona di distruggere una parte della storica ferrovia Legnago - Cologna Veneta (parte della linea dismessa Ostiglia-treviso, la più lunga strada ferrata non attiva d'Europa).
I motivi della nostra protesta sono: 1) la nostra area, la Bassa Veronese, conta decine di migliaia di abitanti, eppure non ha più collegamenti che non siano su gomma per il Capoluogo e le altre città venete; 2) le famiglie che noi rappresentiamo chiedono a gran voce il ripristino della ferrovia (non in esercizio dal 1987) perché esasperate dai costi del trasporto su gomma, dagli incidenti mortali sulle strade provinciali e dal livello di inquinamento ormai raggiunto (liv. A1, il massimo); 3) la linea non è mai stata soppressa, e anzi due decreti (uno presidenziale e l'altro ministeriale) ne confermano lo status di linea attiva. Nonostante ciò, e contrariamente a quanto prevede la legge, ne sono stati asportati tutti i binari dal 1997; tutte le altre ferrovie comprese in quei decreti conservano l'armamento, la Legnago - Cologna Veneta è l'unica in tutta Italia ad aver subito questo incomprensibile destino; 4) la linea ha un grande valore storico ed umano: durante l'ultima guerra, infatti, fu adoperata dai nazifascisti per il trasporto dei deportati verso i lager. Anche Roberto Israel, assessore alla cultura ebraica di Verona, si è espresso pubblicamente in favore di una conservazione e riattivazione della linea.
L'apertura di cantieri stradali sulla ferrovia è imminente. La società "Veneto Strade", di cui è presidente Gastone Vinerbini, ha ignorato i nostri appelli pubblici ad una realizzazione delle varianti stradali rispettosa della linea ferroviaria. Gli appalti sono stati assegnati e a breve questa storica linea mai dismessa e protetta da decreti presidenziali sarà distrutta.
Chiediamo la vostra gentile collaborazione per documentare lo scempio (evitabilissimo) di questa strada ferrata veneta.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Novembre 2009 00:14